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19 giugno 2014

Le Dodolimpiadi

Il mondo sta cambiando, la società sta cambiando e con loro il mondo dello sport. A ogni Olimpiade vengono introdotti nuovi sport nel paniere Istat del Comitato Olimpico Internazionale, potevamo non occuparcene? Certo, avremmo potuto, ma è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. Pertanto ci occuperemo sia delle Olimpiadi invernali che di quelle estive, perché il Dodo va bene per tutte le stagioni.

Bando alle ciance! Ecco a voi i prossimi sport che cercheranno di entrare alle Olimpiadi:

1) Salto del Pasto: Nonostante le aspre polemiche sulla sua pericolosità e sul carattere diseducativo questo sport è riuscito comunque ad affermarsi nella nostra società. Disciplina prettamente femminile nella quale si affrontano due squadre di 3 elementi, generalmente modelle. Vince la squadra la cui modella resisterà (o le cui modelle resisteranno) più a lungo alle tentazioni culinarie cucinate dalle avversarie. È una disciplina molto dura dal punto di vista psicofisico, la forza di volontà viene messa a dura prova. Le prelibatezze culinarie spesso si rivelano un'arma a doppio taglio. Questo sport ha preso piede in tutto il mondo e i più famosi tornei internazionali, della durata di una settimana, sono quelli di Milano, Parigi e New York.

2) Sollevamento Polemica: Sport secolare e che non passa mai di moda. Trova la sua genesi nel Mediterraneo dove è praticato fin dall'Antica Grecia dai tempi delle Polis (a questo sport si deve la nascita dell'espressione "Fuck the Polis"). Sport di tradizione popolare e per questo ostracizzato dalle varie dittature e regimi totalitari che si sono susseguiti nella storia. L'Italia vanta una forte tradizione e grandi campioni, come il fuoriclasse Vittorio Sgarbi. Famosa è anche la cantera italiana gestita dal talent scout Maria De Filippi, sempre a caccia di nuovi giovani talenti. Le gare si svolgono uno contro uno e il vincitore è decretato da una giuria popolare attraverso un sofisticato strumento tecnologico, l'applausometro.

3) Cento Metri Piano: La sua origine è incerta ed è compresa in un periodo che va dallo 0 al 33 d.c.. Sport controverso sul quale il CIO non ha ancora preso una decisione unanime. Da una parte i portavoce dei paesi musulmani si oppongono fermamente all'introduzione di questo sport che trova le sue radici nel Cristianesimo. È infatti in Giudea che vengono disputate le prime gare. Numerosi Giudei si sfidavano a percorre 100 metri nel maggior tempo possibile al grido di "gli ultimi saranno i primi". Sport poco spettacolare, ma di grande impegno nervoso, con gare dalle durate estenuanti e per questo, forse, poco "televisivo
". Storicamente gli antichi romani hanno cercato di farla passare come la loro invenzione, ma tramite la consultazione di antichi testi si è scoperto che l'inventore è un tale J.C.. J.C. fu anche il primo allenatore della Nazionale della Giudea che riuscì a far qualificare tutti e 12 i suoi atleti al primo storico meeting internazionale. Questa nazionale è giudicata in modo unanime come la più forte che questo sport abbia mai visto. Nazionale che vanta record tutt'ora imbattuti.

4) Combinata con la Nordica: Sport invernale, da praticarsi sia indoor che all'aperto. È uno sport molto seguito, specialmente dal popolo di internet. In rete è possibile trovare numerosi video di gare sia amatoriali che professionistiche. In molti sognano di riuscire a praticare questo sport, ma fin dai settori giovanili risulta essere molto complicato e solo in pochi riescono a sfondare. È uno sport che rispecchia in pieno lo spirito decubertiano delle Olimpiadi, dove l'importante non è vincere, ma partecipare. Già il parteciparvi è per molti motivo di vanto. Le squadre sono composte da coppie, un maschio e una femmina, le quali, a turno, devono riuscire ad approcciare una ragazza del Nord Europa, entro un tempo limite. La vittoria viene assegnata sulla base del punteggio dato da una giuria che valuta il comportamento della coppia. Nel comportamento della coppia rientrano parametri come la collaborazione e il metodo di approccio alla nordica. Punti extra possono essere attribuiti se il terzetto riesce a mettere a segno elementi tecnici rilevanti. È uno sport seguito specialmente dal pubblico maschile, nonostante le squadre siano miste. In questa disciplina sono molto forti i paesi africani, latini e mediterranei che piazzano spesso squadre sul podio, a differenza di altre nazioni, come quelle orientali, che non vantano un grande palmares.


10 luglio 2013

L'amore alle frequenze del colera

L'amore è una cosa complessa e conviene analizzarla in frequenza. È il caso di mettersi all'opera e iniziare a fare furiosamente delle trasformate di Fourier. Occorre rinunciare al potere temporale e arrendersi al dominio della frequenza.
Frequenze che fanno battere il cuore e che ci fanno tremare e vibrare. Ci fanno vibrare come corde di violino. E via di sviolinate. 
Ognuno di noi vibra alla sua frequenza. Ognuno ha il suo modo proprio di vibrare.
Bisogna smetterla con le sviolinate e iniziare a procurarsi una banda. Una banda passante, fatta anche di passanti, che passi per le strade e faccia vibrare i vetri. 
Nella speranza che Raperonzolo si affacci alla finestra d'osservazione.


21 giugno 2013

One way ticket to caos

"Per quanto vi affanniate non riuscirete mai ad avere un armadio in ordine."
Non si sfugge al secondo principio della termodinamica, è ovunque.
Tutto si muove in unica direzione, l'entropia può solo aumentare. È inutile affannarsi.
Le cose sono impossibili da sistemare, tutto prima o poi tornerà verso il caos. Il processo è spontaneo.
Davanti a una situazione di calma, davanti ad un armadio ordinato, l'unica domanda da porsi è: "Per quanto ancora rimarrà così?"
Passiamo la vita a fare ordine, quando l'ordine naturale delle cose è il disordine.
La morte, la decomposizione, è il nostro modo di ripagare il debito entropico che il nostro corpo ha accumulato cercando di far funzionare i nostri processi biologici.
È la termodinamica a impedire la creazione degli zombie.


19 luglio 2012

Nel boschetto della mia fantasia

C'è un fottio di esseri mostruosi inventati da me.
Mostri che vi faranno accapponare la pelle e scappottare dalle sedie. Per paura o per divertimento. A voi la scelta.

Lupo mannaro al contrario: non è semplicemente un lupo che diventa uomo. È un uomo che vedendo un lupo pieno si trasforma in una luna. Si pensa che il primo lupo mannaro al contrario sia stato Neil Armstrong. Quei pochi passi sulla superficie lunare gli stono stati fatali. Quei pochi passi sono bastati alla Luna per attaccare questo tremendo morbo. Gli scienziati impiegarono diversi anni a capire quanto fosse successo, anche perché Armostrong aveva cercato in tutti i modi di tenerlo nascosto. Solo nel 1972 si capì la gravità della cosa e fu questo il vero motivo per cui la Nasa non tornò più sulla Luna. Ormai però era troppo tardi e la Luna aveva infettato altri astronauti e i lupi mannari al contrario iniziavano a diffondersi.

Il mostro sulla Laguna: vestito terribilmente male, capelli unti, occhiaie che oltrepassano gli zigomi. Sembra quasi un ingegnere in sessione d'esame. Un vero mostro. Si aggira di notte e di giorno per le città con la sua berlina smadonnando perchè non trova posto. Occhi aperti. lo potrete incontrare in ogni strada di ogni grande città a bordo della sua Renault Laguna.

Lincatopo: un uomo morso a sua volta da un altro lincatopo. Quando il licantopo vede una forma di formaggio piena, intera, si trasforma in un famelico topo da laboratorio per la sperimentazione di tinte. Si narra che il primo lincantopo sia stato il frutto di una maledizione lanciata da una strega, dai rossi capelli, contro alcuni biologi.

Svampira: è una bellissima vampira. Molto carina ma con la testa tra le nuvole. Sempre, trasformata in pipistrello o meno che sia. È difficile da scovare nonostante lasci dietro di se molti indizi della sua presenza. È, infatti, spesso indecisa su che mantello indossare e dopo averli provati tutti è già ora dell'alba e deve correre a chiudersi nella bara senza poter riordinare la camera. Qui però il suo essere svampita a volte le gioca un brutto scherzo. La cronaca pallida è piena di notizie tragiche in cui svampire, nel chiudersi frettolosamente nella bara, si dimenticano qualche spiraglio attraverso il quale la luce del giorno passa causandone la morte. Cosa che le ha portate vicino all'estinzione.

Ninotauro: parente stretto del Minotauro. È un incrocio tra un toro e Nino Frassica. Testa e gambe da toro. Canotta e accento da siculo. In alcune giornate può capitare di vederlo per le strade del Messinese. Oppure potreste udirlo, tra il frinire delle cicale, mentre recita i suoi soliloqui nonsense.


18 giugno 2012

Non è un mio problema

Non è colpa dei furbi se hanno successo. Il problema è che ci sono troppi ingenui, tanti fessi.
I furbi sono il gradino successivo dell'evoluzione e il loro segno distintivo è la paraculaggine. Per qualsiasi cosa loro hanno una scusa, è genetica, c'è poco da fare.
La paraculaggine si è rivelata essere una forma di protezione molto efficace. Infatti, gli individui che ne fanno uso spesso manifestano evidenti carenze dal punto di vista fisico o intellettuale.
Non li coglierete mai in fallo. Anzi, il fallo saranno sempre pronti a rifilarvelo, a infilarvelo, proprio lì.
Se al mattino vi svegliate, vi contate le palle e ne contate due in più del normale, correte. Non siete dei paraculo e avete il nemico alle spalle.


22 maggio 2012

Shopping? È una minaccia?

Ogni estate, periodo di saldi, di svendite o semplicemente durante il tempo libero a centinaia vengono trascinati a fare shopping e poi abbandonati. Uomini, ragazzi, mariti, trascinati a girare per negozi.
Alle prese con decine di sistemi di taglie diversi tra i quali le donne si districano in maniera impeccabile, con conti che nemmeno un ingegnere saprebbe fare. Colori che noi maschi non conosciamo e nemmeno abbiamo mai sentito in vita nostra., nonostante la nostra pelle si tinga di tutti i colori esistenti quando ci fate passare dal vostro reparto intimo.
Il sesso forte non è abbastanza forte per sopportare tutto questo e i suoi rappresentanti li si possono trovare fuori dai negozi ad aspettare la controparte, oppure, caso ancora più comune, ad aspettare fuori dai camerini.
Fuori dai camerini è presente la maggior concentrazione di uomini in attesa.
Spesso hanno perfino il tempo di socializzare gli uni con gli altri. Un processo che inizia con sguardi di sofferenza, prosegue con cenni sconsolati del capo e termina con la frase: "Sono tutte uguali quando si tratta di comprare".
Tutto questo reggendo una borsa, nel caso più fortunato, ma possono essergli affidati anche ombrelli, giacche, cappelli, sciarpe, svariati bambini e altre cose.
Ogni tanto la fanciulla esce per controllare come procede la situazione, la sua...

"Come mi sta?"
"Bene..."
"Hai detto la stessa cosa degli altri cinque vestiti che ho provato. Allora dimmi, preferisci questo blue navy o quello grigio melange?"
"Quello nero."
"Quale? Non ce n'è uno nero."
"Ma si dai, quello lì, quello scuro..."
"È blue navy non nero! Mi dici così solo perché vuoi andare a casa..."
"Ma no, non è vero..."
"Vabbeh..."

Per noi state bene comunque, con qualsiasi cosa indossiate (e se non indossate niente è anche meglio, ma questa è un'altra storia). Davvero. Però anche andare a casa non ci dispiacerebbe.
Quindi se trovate un uomo che pur di passare del tempo con voi è felice di portarvi a fare compere sposatevelo!


20 maggio 2012

Figa che potenza!

Consideriamo l'assioma:

"Tira più un pelo di figa che un carro di buoi"


Un bue è in grado di sprigionare una potenza pari a circa quella di dieci uomini e dal momento che un uomo, nel caso di sforzo prolungato (la stessa tipologia di sforzo richiesta al bue), è in grado di produrre 500W possiamo quindi ricavare la potenza di un singolo bue ( Pb ) come:

Pb = 500W*10 = 5000W = 5kW

Considerando un carro come composto da due buoi (quindi #buoi = 2), possiamo ricavare la potenza generata dal carro (Pc) come:

Pc = #buoi*Pb = 2*5kW = 10kW

Possiamo dedurne che questa è anche la potenza minima che un pelo di figa è in grado di sprigionare.
Al lettore più attento sarà balzato all'occhio come in realtà la potenza del carro trovata non sia esattamente la potenza utile del carro ma bensì la potenza sprigionata dai soli buoi. A rigore da questa potenza andrebbe sottratta la potenza necessaria a spostare anche il carro vero e proprio e l'eventuale carico presente sul carro.
Pur ponendoci nell'ipotesi di carro senza carico la diminuzione di potenza che ne deriverebbe può essere tutt'altro che trascurabile. Questo perché le forze che generano questa perdita di potenza possono essere anche dell'ordine di 2 o 3 volte il peso.
Una buona stima di questa potenza perduta può aggirarsi intorno ai 2kW, considereremo quindi una potenza di utile pari a 8kW.
Questa potenza, grazie all'assioma iniziale, risulta dunque essere la potenza minima ottenibile da un pelo di figa.
Quindi:

Ppelo = 8kW

Da qui possiamo pensare di ricavare la potenza complessiva di una vagina.
Approssimando la zona pilifera di una vagina come un triangolo di base 15cm e altezza 10cm otteniamo un'area pari a:

A = (b*h)/2 = (10cm*15cm)/2 = 75cm^2

Se stimiamo la densità di peli (d) pari a 100peli/cm^2 possiamo ricavare il numero totale medio di peli su una vagina facendo:

#peli = A*d = 75cm^2*100peli/cm^2 = 7500 peli

Possiamo ricavare la potenza totale di una vagina come:

Pvagina = #peli*Ppelo = 8kW*7500peli = 60000kW = 60MW

Si ricorda come questo valore sia stato ricavato sotto l'ipotesi di zona pilifera triangolare in altri casi l'area può essere approssimata come un rettangolo o con altre figure geometriche, mentre in casi più complicati si dovrà ricorrere all'integrale dell'area.

Per apprezzare il risultato si pensi come una centrale per il solare termico che fornisce energia a 20000 abitanti generi 20MW, un terzo della potenza generata da una figa.
Questo ci porta a considerare la vagina come un'importante fonte di energia in quanto la già ragguardevole potenza di 60MW risulta essere la minima potenza che è in grado di generare. Questo perchè il pelo di figa tira di più (e non come) un carro di buoi.


30 aprile 2012

Diricawl

«Il Diricawl è originario delle Mauritius. Uccello grassoccio, dalle piume vaporose, incapace di volare, il Dricawl è notevole per il suo modo di sfuggire ai pericoli. Può scomparire in uno sbuffo di piume e riapparire da un'altra parte (anche la Fenice ha questa capacità). Fatto interessante, un tempo i Babbani erano perfettamente consapevoli dell'esistenza del Dericawl, anche se lo conoscevano con il nome di "Dodo". Non sapendo che il Dircawl può sparire a suo piacere, i Babbani sono convinti di aver dato la caccia alla specie fino a provocarne l'estinzione. Poiché questo fatto sembra aver aumentato la consapevolezza babbana dei pericoli di compiere una strage indiscriminata delle creature amiche, la Confederazione Internazionale dei Maghi non ha mai ritenuto opportuno rendere noto ai Babbani che il Dericawl esiste ancora.»
("Gli animai fantastici: dove trovarli", Newt Scamandro)


24 aprile 2012

Darwin contro Murphy

Darwin non aveva fatto i conti con Murphy.
Il problema di origine murphyana ha impiegato un po' a rivelarsi e manifestarsi, ma è arrivato.
Questo errore ha portato all'esistenza e, cosa ancor più grave, alla proliferazione di persone inadatte alla vita. O meglio, persone incapaci a vivere.
Probabilmente la causa di questa proliferazione, infestazione è da attribuirsi al perbenismo e alla pena che suscitano questi individui inadatti a vivere.
Causa che impediscono la dipartita e il soccombere, teorizzato da Darwin, al quale dovrebbero andare in contro.
Ma vediamo ora come individuarli.
Come suggerisce il nome scientifico Homo Inhabilis questi individui si evidenziano per il non centrare assolutamente nulla con l'ambiente circostante.
Particolare menzione merita l'abbigliamento. Prendete un clima a vostra scelta, individuate l'abbigliamento che sia il più inadatto possibile e avrete trovato l'abbigliamento che potrebbe avere  Homo Inhabilis .
Il condizionale è dovuto al fatto che questi individui sono particolarmente fantasiosi e pieni di inventiva e spesso potranno avere combinazioni di abiti che voi mai e poi avreste potuto immaginare.
Come ci mostra questo fatto e aiutati dall'esperienza si può notare come questa specie non brilli certo per eccellenza. Ammesso che brilli per qualcosa, di positivo si intende.
Non è raro, infatti, osservare esemplari di Homo Inhabilis aggirarsi spaesati per le grandi città chiedendosi cosa ci facciano in quel posto. Domanda che spesso si pongono anche gli scienziati che li studiano. Questo perchè sono incapaci di leggere e trarre informazioni a loro utili da qualsiasi cartello o indicazione. Non sono solo sensibili al cambiamento di habitat ma sono anche sensibili a lievi cambiamenti (ad esempio una deviazione causa lavori in corso) nel loro stesso habitat.
Questo è anche da ricondursi alla loro scarsa percezione dello spazio ed in particolare allo spazio che occupa il loro corpo. Infatti, sono spesso portati a sottovalutare la loro fisicità e le loro dimensioni, cosa che porta gli esemplari di Homo Inhabilis a indossare capi decisamente inadatti sia dal punto di vista dello scopo, come visto precedentemente, ma anche come dimensioni e taglie. Un'altro effetto di questa assenza di percezione spaziale da parte dell'Homo Inhabilis è l'intralcio al traffico che può causare quando è alla guida, quando camminano per strada con andature incerte o quando sosta davanti alle porte dei mezzi pubblici ostruendole.
In questo modo generano delle anomalie (ad esempio code se si tratta di traffico) che possono essere usate dagli scienziati per individuare tra la folla gli esemplari di Homo Inhabilis.


11 aprile 2012

De rerum tamarride

Oggi parleremo di una specie che sta prendendo sempre più piede nel nostro stivale.
No, non abbiamo un serpente nello stivale ma dei tamarri.
I tamarri si riconoscono da alcuni segni distintivi, come ad esempio gli occhiali da sole. Indossati in qualsiasi stagione, con qualsiasi condizione meteo e ad ogni ora del giorno e della notte.
Sono anche soliti vestirsi con colori sgargianti e appariscenti, questo per segnalare alle altre creature il loro essere tamarri.
Si possono osservare nei loro habitat tipici, come centri commerciali di giorno e parcheggi la notte, riunirsi in gruppi più o meno numerosi.
Quando si riuniscono si lanciano in comportamenti rituali.
Primo fra tutti le lotte rituali, quando si ritrovano sono solito simulare dei combattimenti, delle risse pilotate che hanno come fine ultimo lo stabilire le gerarchie all'interno del branco.
Per conquistare le femmine, solitamente truccate quasi con l'intonaco, o una partner per l'accoppiamento sono soliti esibirsi a bordo delle loro macchine, anch'esse truccate. L'esibizione consiste nel percorrere un giro dell'isolato facendo più rumore e più puzza di gomma bruciata possibile.
Qualcosa di simile accade anche ai tamarri di mare o di laguna. In questi casi, però, al posto delle macchine vengono utilizzati dei natanti con i quali prendere a grande velocità le onde generate dalle imbarcazioni più grandi.

9 aprile 2012

Volatili

Da quando due fratelli, costruttori di biclette si sollevarono per la prima volta da terra rivoluzionario non solo il mondo dei trasporti, dando vita all'aviazione, ma anche quello dell'ornitologia.
Infatti una nuova specie si fece spazio tra le nuvole e gli ornitologi poterono esaminare nuovi generi di animali ed esemplari mai visti.
Tutti appartengono alla specie Homo Più O Meno Sapiens.
Per osservare questi individui bisogna recarsi in particolari posti chiamati aeroporti, strutture dove si riuniscono prima di ogni volo grazie ad un particolare mezzo, l'aereoplano.
Già al momento di imbarcarsi si possono notare le prime differenze.
Ci sono persone che sono allergiche alle code, e non si tratta di gamberi o di rospi, e si intrufolano da ogni parte verso l'indifesa operatrice della compagnia aerea. Protetta da questa folla solo da un esile nastro di tessuto.
Altre persone invece hanno uno strano concetto di "un solo bagaglio a mano" e sono riconscibili perchè si riuniscono in grandi gruppi davanti al gate nel tentativo di realizzare matrioske distribuendosi i bagagli che magicamente sono diventati di troppo.
Una volta a bordo e decollati si possono individuare altre categorie.
Come prima cosa, al momento del decollo, si possono individuare i fedeli, coloro che invocano poteri divini, quasi magici, per permettere all'aereo di decollare.
Altri esemplari sono i sedicenti esperti di aeroplani. Persone più o meno documentate che devono le loro conoscenze a siti internet più o meno validi. Di solito sono in grado di snocciolare una quantità notevole di dati tecnici sugli aerei, sui modelli di aerei ma soprattutto sugli incideti aerei e su tutto quello che può accadere ad un volo. Purtroppo non sanno spiegare come funziona un motore aeronautico e neppure come fa l'aereo a stare in aria.
Questi sedicenti esperti sono particolarmente pericolosi e possono dare inizio a una reazione a catena se accompagnati dagli esemplari "Oddio, cosa sta succedendo?".
Questi ultimi sono personaggi che associano a qualsiasi rumore, vibrazione o espressione del personale di bordo le più tragiche cause, spesso associate alla caduta dell'aereo.
Esemplari che invece possono rivelarsi particolarmente fastidiosi sono i tifosi in trasferta con i loro cori. Particolarmente fastidiosi, soprattutto se il volo è partito alle 6 del mattino.
Infine, una volta atterrati, si possono ammirare coloro che sono stati separati dal proprio bagaglio a mano, a causa dell'assenza di spazio nella loro cappelliera, risalire eroicamente controcorrente il flusso di passeggeri che sta uscendo dall'aerombile.
Queste persone vivono nella convinzione che i loro bagagli siano dotati di vita propria e che sentondosi abbandonati possano andarsene e scappare dalle cappelliere.


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