rss
Visualizzazione post con etichetta Metafore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Metafore. Mostra tutti i post

1 luglio 2014

Credeghe

Ci sono svariate credenze. Ci sono credenze sull'alcol e credenze piene di alcol.
Alle persone piace affidarsi alle credenze, per sicurezza. Così come lo zio si affida alla bottiglia di Jack Daniel's, nascosta dentro la credenza.
Le credenze nascondono sempre un fondo di verità o di Grappa al Mirtillo. Le credenze uniscono le persone, come lo Spumante alle lauree.
Alcune persone credono e altre se la credono troppo, ma in ogni caso l'importante è esserne convinti.
Le persone credono nei loro sogni nel cassetto. Io credo che i  miei siano in una credenza. Da qualche parte tra una bottiglia di Rhum al Miele e una di Blue Curaçao.



19 giugno 2014

Le Dodolimpiadi

Il mondo sta cambiando, la società sta cambiando e con loro il mondo dello sport. A ogni Olimpiade vengono introdotti nuovi sport nel paniere Istat del Comitato Olimpico Internazionale, potevamo non occuparcene? Certo, avremmo potuto, ma è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. Pertanto ci occuperemo sia delle Olimpiadi invernali che di quelle estive, perché il Dodo va bene per tutte le stagioni.

Bando alle ciance! Ecco a voi i prossimi sport che cercheranno di entrare alle Olimpiadi:

1) Salto del Pasto: Nonostante le aspre polemiche sulla sua pericolosità e sul carattere diseducativo questo sport è riuscito comunque ad affermarsi nella nostra società. Disciplina prettamente femminile nella quale si affrontano due squadre di 3 elementi, generalmente modelle. Vince la squadra la cui modella resisterà (o le cui modelle resisteranno) più a lungo alle tentazioni culinarie cucinate dalle avversarie. È una disciplina molto dura dal punto di vista psicofisico, la forza di volontà viene messa a dura prova. Le prelibatezze culinarie spesso si rivelano un'arma a doppio taglio. Questo sport ha preso piede in tutto il mondo e i più famosi tornei internazionali, della durata di una settimana, sono quelli di Milano, Parigi e New York.

2) Sollevamento Polemica: Sport secolare e che non passa mai di moda. Trova la sua genesi nel Mediterraneo dove è praticato fin dall'Antica Grecia dai tempi delle Polis (a questo sport si deve la nascita dell'espressione "Fuck the Polis"). Sport di tradizione popolare e per questo ostracizzato dalle varie dittature e regimi totalitari che si sono susseguiti nella storia. L'Italia vanta una forte tradizione e grandi campioni, come il fuoriclasse Vittorio Sgarbi. Famosa è anche la cantera italiana gestita dal talent scout Maria De Filippi, sempre a caccia di nuovi giovani talenti. Le gare si svolgono uno contro uno e il vincitore è decretato da una giuria popolare attraverso un sofisticato strumento tecnologico, l'applausometro.

3) Cento Metri Piano: La sua origine è incerta ed è compresa in un periodo che va dallo 0 al 33 d.c.. Sport controverso sul quale il CIO non ha ancora preso una decisione unanime. Da una parte i portavoce dei paesi musulmani si oppongono fermamente all'introduzione di questo sport che trova le sue radici nel Cristianesimo. È infatti in Giudea che vengono disputate le prime gare. Numerosi Giudei si sfidavano a percorre 100 metri nel maggior tempo possibile al grido di "gli ultimi saranno i primi". Sport poco spettacolare, ma di grande impegno nervoso, con gare dalle durate estenuanti e per questo, forse, poco "televisivo
". Storicamente gli antichi romani hanno cercato di farla passare come la loro invenzione, ma tramite la consultazione di antichi testi si è scoperto che l'inventore è un tale J.C.. J.C. fu anche il primo allenatore della Nazionale della Giudea che riuscì a far qualificare tutti e 12 i suoi atleti al primo storico meeting internazionale. Questa nazionale è giudicata in modo unanime come la più forte che questo sport abbia mai visto. Nazionale che vanta record tutt'ora imbattuti.

4) Combinata con la Nordica: Sport invernale, da praticarsi sia indoor che all'aperto. È uno sport molto seguito, specialmente dal popolo di internet. In rete è possibile trovare numerosi video di gare sia amatoriali che professionistiche. In molti sognano di riuscire a praticare questo sport, ma fin dai settori giovanili risulta essere molto complicato e solo in pochi riescono a sfondare. È uno sport che rispecchia in pieno lo spirito decubertiano delle Olimpiadi, dove l'importante non è vincere, ma partecipare. Già il parteciparvi è per molti motivo di vanto. Le squadre sono composte da coppie, un maschio e una femmina, le quali, a turno, devono riuscire ad approcciare una ragazza del Nord Europa, entro un tempo limite. La vittoria viene assegnata sulla base del punteggio dato da una giuria che valuta il comportamento della coppia. Nel comportamento della coppia rientrano parametri come la collaborazione e il metodo di approccio alla nordica. Punti extra possono essere attribuiti se il terzetto riesce a mettere a segno elementi tecnici rilevanti. È uno sport seguito specialmente dal pubblico maschile, nonostante le squadre siano miste. In questa disciplina sono molto forti i paesi africani, latini e mediterranei che piazzano spesso squadre sul podio, a differenza di altre nazioni, come quelle orientali, che non vantano un grande palmares.


10 giugno 2014

Un post pacco

Oggi inauguriamo le interviste del Dodo parlando di pacchi.
Potevamo intervistare Paolo Bonolis, Rocco Siffredi, ma abbiamo deciso di interpellare colui che per primo si è immerso nel magico mondo dei pacchi, diventando una star a livello mondiale: Babbo Natale.

Buongiorno Signor Natale, posso chiamarla Babbo?

"Certamente!"

Iniziamo subito con la prima domanda. Come ha iniziato ad occuparsi di pacchi e della loro distribuzione?

"Era una fredda notte di un 24 Dicembre, una di quelle sere che vorresti tanto passare al cinema. Fu in quell'occasione che ricevetti il pacco da tutti i miei amici. Così finì per rimanere a casa e da quel momento decisi che sarei stato io a distribuire i pacchi."

Quindi una sorta di reazione, di vendetta?

"Con il senno di poi direi di si. Anzi, ora che me lo ricorda dovrei riconsegnare a Poi il suo senno. Lo farò, poi."

Leggo dalla sua autobiografia, intitolata "Una vita un po' pacco", che gli inizi furono difficili.

"Si, era un lavoro molto impegnativo e di concetto. Era difficile trovare sempre nuove idee per pacchi sempre diversi. Tutta questa mole di lavoro, di distribuzione di pacchi mi portò a perdere diversi amici. Mi rimproveravano il fatto che non uscivo più e che non avevo mai tempo per loro. Nemmeno per una birra mi facevo vedere."

Poi però il lavoro inizia a girare e ottiene sempre maggiori soddisfazioni. Mi dica, dall'alto della sua esperienza, quali possono essere i modi più comuni per consegnare un pacco?

"Per consegnare un pacco si può partire da lontano, facendo giri su giri, senza neppure nominarlo mai il pacco, ma in men che non si dica l'altra persona capirà e si troverà il pacco consegnato. Si possono tirare in ballo delle scuse, alla fine serve solo un pretesto per la consegna di un pacco. Oppure si può sparire, senza dire una parola, semplicemente lasciando il pacco in bella vista."

Com'è cambiato il modo di consegnare i pacchi attraverso gli anni?

"Una volta bisognava farlo di persona o comunque mandare qualcuno che facesse, in qualche modo, da ambasciatore. I mezzi di comunicazione erano lenti e spesso incerti, le poste non erano affidabili e molti cercavano di sfruttare questa cosa. Oggigiorno, nell'era di internet, è tutto diverso, i mezzi di comunicazione sono molteplici e istantanei è difficile fare finta di niente. Bisogna farsi venire continuamente idee nuove e in tempi sempre più stretti. La consegna dei pacchi è diventata quasi istantanea."

Cosa succede nella testa di una persona quando dà o riceve un pacco?

"Tendenzialmente sono sempre le persone più decise a consegnare i pacchi. Solitamente chi non è così sicuro tende, nel dubbio, a non farlo. Per chi invece riceve il pacco si tratta di un momento di consapevolezza, spesso ricevere un pacco si trasforma in una sorta di illuminazione. Sono numerosi i casi di persone che dopo l'ennesimo pacco prendono decisioni più o meno importanti o più o meno giuste e tempestive."

Qual è stato il suo pacco più difficile da consegnare?

"È sempre quello che verrà. Anche per un esperto, con il passare del tempo, è sempre difficile trovare nuove idee e motivazioni per consegnare un bel pacco."

Sa prima che arrivasse ho temuto che mi tirasse un pacco.

*ride*

Ora vorrei fare un gioco con lei, caro Babbo. Lei ha sempre consegnato pacchi, ma qui le abbiamo preparato tre pacchi. Tiro su la lampo dei pantaloni e ne abbiamo due. Quale sceglie?

"Il più  leggero che solitamente è quello che mi interessa meno."

Ottima scelta.

"Ovviamente, sono l'esperto."

Babbo la ringrazio per questa intervista.

"È stato un piacere."

A rivederci! Perché ci terrei molto a rivederla!

"Settimana prossima dovrei essere nuovamente da queste parti. L'aggiungo su Facebook, così poi ci sentiamo e ci organizziamo per bene, con calma."

Inutile dire che non si è fatto sentire e che non l'ho più rivisto.



9 novembre 2013

Qui manca tutto

Bisogna saper mancare.
Bisogna saper mancare al prossimo.
Bisogna saper mancare il prossimo che se lo si prende è la volta buone che lo si stende. 
L'importante è non mancare il prossimo treno. Mancano pochi giorni e un po' mancano quei giorni. Manca poco alla partenza del treno e il prossimo è in ritardo. Love isn't always on time.
Bisogna amare il prossimo. No, non te, il prossimo. Il prossimo treno.
In casa mancano il sale e la voglia. E lei manco ha voglia di salire in casa. Se proprio non sale si usi del pepe.
Si potrebbe aggiungere del pepe alla situazione, ma non sale nemmeno l'alcol.


5 settembre 2013

In ospedale veritas

Gli ospedali sono dei brutti posti, non sono belli nemmeno con un filtro di Instagram.
Gli ospedali sono luoghi d'attesa. D'attesa della verità.
Lunghe attese su scomodi seggiolini in attesa di verità scomode. Verità tanto attese e delle volte verità inattese. 
La verità è che basterebbero poche volte per rendere gli ospedali un po' meno brutti e squadrati. Ce ne fosse una, non necessariamente bella, ma almeno buona. Ci fosse una buona volta in cui non si attende.
Ci fosse una buona volta per sorreggere e scaricare a terra il peso della verità.
"La verità ti fa male, lo so."
"Si ma la mia gamba di più, cazzo!"
La verità si paga cara, ma anche il ticket non scherza un cazzo.



8 maggio 2013

Dritto per dritto

Canzoni che passate nell'autoradio ti fanno guadagnare qualche cavallo.
Mentre ci sono canzoni giuste che ti fanno guadagnare qualche cavalla. 
Tutti preferirebbero farsi una cavalla. Di meno sono quelli che preferirebbero farsi un cavallo, Cicciolina a parte.
Che poi le cavalle ti fanno perdere la testa e i cavalli ti fanno perdere la tenuta di strada. E allora parti, parti per la tangente. Parti per la tangente alla curva ed esci di strada. Esci di strada così forte che i guardrail stanno lì solo a guardare. Finisci dentro a un fosso. Te ne vai, dritto per dritto, ti schianti. Che schianto che era quella cavalla. 
L'ideale sarebbe averne una per ogni stagione. Una cavalla che è uno schianto per ogni stagione. Una cavalla e uno schianto. Uno schianto che se ne va e ti lascia spiaccicato.
Sono sempre i migliori che se ne vanno.
Per prima se n'è andata la Primavera, la mia preferita. L'Autunno ha resistito solo un po' di più, ma alla fine è andato anche lui.
Non esistono più le mezze stagioni.


4 marzo 2013

Gran Nocciolato

Noccioli che rimangono in bocca e non si sa dove sputarli.
Noccioli che crescono nei boschi. Nel boschetto della mia fantasia. 
Un tronco nel boschetto. Il tronchetto della felicità.
Noccioli logorroici che non fanno altro che parlare. Noccioli delle questioni.
Questioni trite e ritrite come nocciole in una crepe. Questioni che ti fanno crescere due nocciole grosse come una casa.
Case in nocciolo e noccioli sputati a caso per strada. Strade coperte da noccioli all'ombra dei noccioli.
Dove si sputa il nocciolo della centrale nucleare?


21 febbraio 2013

Presa in giro

Ogni volta che arrivo in aula studio e mi serve una presa della corrente la scena che mi immagino è più o meno questa.

"Molto di ciò che era si è scaricato, perché ora non vive nessuno che ha la batteria carica.
Tutto ebbe inizio con la messa a terra delle grandi prese.
Tre furono date ai professori, gli esseri immortali più saggi e sleali di tutti.
Sette ai Mac Users, grandi grafici e realizzatori di rendering.
E nove... Nove prese furono date alla razza degli Ingegneri che più di qualunque cosa desiderano usare Ubuntu... Perché in queste prese erano sigillati la forza e la volontà per una grande potenza di calcolo.
Ma tutti loro furono ingannati perché venne creata un'altra presa.
Nella terra di Minchior, tra le fiamme del Monte Nerd, Secchioron l'Oscuro Signore forgiò in segreto una presa multipla per fregare tutti gli altri e in questa presa attaccò il suo computer, il suo cellulare e la sua volontà di alimentare ogni suo dispositivo: una presa per alimentarli tutti."

29 ottobre 2012

Il buongiorno si vede dal mattino

Quella mattina si era svegliato ed era conscio del lavoro che avrebbe dovuto svolgere. Doveva fare un lavoro, un lavoro coi fiocchi.
Fiocchi d'avena per riempire lo stomaco e fare il pieno di energia.
Fiocchi d'avena in pratiche scatole. Scatole di fiocchi d'avena comprate in abbondanza per vincere i biglietti per un concerto di Cristina D'Avena.
Scatole stipate in credenze. Credenze stipate nella sua testa. Credenze come quella di parte di un ciccione vestito di rosso che lo avrebbe ricompensato se si fosse comportato bene.
False credenze per la cui smentita c'era ancora tempo, ora i problemi erano altri.
Fatto il pieno di energia, Martino prese lo zaino e andò a scuola a fare la verifica sulle addizioni.


25 maggio 2012

Uno alla Volta

C'era un A. Volta.
Era un tipo piuttosto schivo, schivava i pugni che era una bellezza, come lui non ce n'erano più in giro, un ragazzo di una volta. Per fortuna, perché era brutto come il peccato. Non che sia un peccato essere brutti ma per Abotte era davvero un peccato essere brutto, soprattutto con un nome del genere. Un nome che veniva tramandato di generazione in generazione, di Volta in Volta.
Siccome i genitori non erano stati abbastanza perfidi ci si era messa anche Madre Natura, donandogli un grazioso girovita che lo faceva sembrare una botte.
Tutto questo accanimento l'aveva preso sul personale. Tanto che Dio non era mai arrivato in casa sua, nemmeno in formato Ronnie James.
Passava tutto il giorno sotto le volte dei portici anche se avrebbe preferito starsene sotto quella gran bella Volta di sua cugina. Era solito scolarsi botti e botti di vino, litri di alcool che tutti in una volta finivano tutti dentro ad un Volta. Da ubriaco gli riusciva difficile arrivare a casa sua e anche quando ci arrivava non riusciva a centrare la serratura con la sua chiave di casa, la chiave di Volta.
Finiva per passarci pure la notte sotto i portici.
Era solito fare a botte, d'altronde era nel suo nome e nel suo fisico con quel baricentro basso. Menava tutti, uno alla volta finivano tutti sotto a Volta che li finiva alla Volta, con un gancio destro. Lui che era di sinistra.
Tutto questo finché un bel giorno, il sole splendeva, in cielo nemmeno una nuvola, era proprio un bel giorno, qualcuno decise di mettere sotto Volta una buona volta. Quel qualcuno erano cinque qualcuno che avrebbero potuto benissimo valere come 10 qualcun'altro.
Quella volta, Volta fu finito senza essere fatto. Chi è fatto e finito almeno è fatto e ha il privilegio di non sentire dolore, ma non questo Volta.
Era un bel giorno, ma non per questo Volta.

5 maggio 2012

Cenere alla cenere

Cenere siamo e cenere torneremo, prima o poi.
Qualcuno prima del tempo, prima del tempo delle mele, nel tempo dei miti e delle leggende, lasciando un'impronta indelebile nei secoli, ricoperti di cenere dura come sassi.
Cenere di vulcano che esplode e poi ricade.
Era un mercoledì, il mercoledì delle ceneri. Delle ceneri che non si posarono nel posa cenere.
Come invece fa Cenerentola che scenera la sigaretta nel posa cenere. Dopo che la passione che bruciava dentro al Principe l'ha incenerita.
Tabagisti di larghe vedute che vedono il mondo intero come posacenere. Barbari che semino mozziconi in giro sperando nascano alberi di Marlboro e Philip Morris.
Barbari che diedero alla cenere quel che era di Cesare.
Cenere, ciò che resta di Roma dopo Nerone. Un grande cielo nero, color nero fumo di Roma. Altro che il fumo di Londra, semplicemente grigio.
Grigio come il fumo che esce dalle bocche di certi ragazzetti. Ragazzeti che sono tutto fumo e niente arrosto. Tanto fumo e niente arrosto, solo cenere. Cenere di pollo, arrosto.
Siamo tutti un po' polli e tutti, dopo il nostro fumo, torneremo cenere.


16 marzo 2012

La domanda

È nato prima l'uovo o la gallina?
La risposta ci sarebbe anche, ma purtroppo non ci è data a sapere.
Questo perchè gli unici depositari di tale risposta erano i grandi sacerdoti dei Gallus Gallus Domesticus.
Avevano provato a lasciare una testimonianza scritta ma la loro forma di scrittura non era delle più comprensibili. Scrivevano a zampa di gallina.
Non avevano una vera e propria calligrafia, la loro era più che altro una galligrafia. Così l'hanno definita gli studiosi.
Purtroppo i sacerdoti erano gli unici in grado di decifrare quella scrittura ma morirono tutti.
La loro religione consisteva nel venerare il Grande Dio Bipede il quale li ripagava delle loro offerte di uova con del cibo che prelevava dal Grande Recipiente Blu e gli consegnava ogni giorno.
Il più meritevole tra i sarcedoti veniva scelto una volta all'anno dal Grande Dio Bipede, in genere la scelta avveniva in Dicembre a cavallo tra la 51esima e 52esima settimana dell'anno. Motivo per cui i sacerdoti sparirono e della risposta non si seppe più nulla.

11 marzo 2012

Vittima solo del proprio cognome

Era sempre da solo, non aveva molti amici.
E dire che lui ci provava ad essere una persona socievole, aveva tentato di dare un sacco di feste a casa sua.
Purtroppo quando andava a fare la spesa per le feste era un disastro. Non reggeva l'alcool e tutte le bottiglie gli cadevano  dalle mani.
Anche le attività che aveva in mente per la festa non erano il massimo. Aveva ideato una specie di telefono senza fili utilizzando dei vasi da fiori, ribattezzati da lui con il nome di vasi comunicanti. Inutile dire che non funzionavano.
Fino a qui le sue feste potevano semplicemente essere catalogare come brutte feste ma c'era un problema logistico. Nessuno riusciva a citofonargli perchè, ironia della sorte, di cognome faceva Guasto. Questo da una parte lo mettava al riparo da scocciatture domenicali come i testimoni di Geova ma disorientava gli invitati.
Non che fossero tanti gli invitati perchè, tenendo fede al suo cognome, era anche bravissimo a guastare i rapporti personali. A volte anche in maniera geniale.
Tutto sommato non era abbastanza. Anche sommando tutti e 4 gli amici che aveva non eran abbastanza.
Decise quindi di arruolarsi nell'esercito e lo presero subito, nei Geni Guastatori.

7 marzo 2012

Fate rapporto

Rapporti nati da un'amicizia tra un lui e una lei. Rapporti delicati a diverse velocità dove ogni componente ha i suoi tempi.
Rapporti che si basano su quattro chiacchiere. Rapporti orali.
Rapporti lavorativi che possono sfociare in rapporti al lavoro. Ma se qualcuno lo venisse a sapere andrà a fare rapporto a chi di dovere.
C'è chi i rapporti li fa per dovere e deve farli. Rapporti che possono far male.
Chi cerca amici per far nascere dei rapporti o rapporti tra amici. Amici di rapporti.
Rapporti in cui si è uno sopra a l'altra, un numeratore e un denominatore. Tutti uniti da un minimo comune denominatore. La voglia di rapportarsi, cercare di rapportarsi con persone e situazioni.
Sempre ammesso che non sia la situazione a volersi rapportare, nel qual caso le monetine conviene lasciarle là dove sono, per terra. Il trattamento di fine rapporto potrebbe non essere per nulla piacevole.
Si può finire male per un rapporto andato storto.

3 marzo 2012

Me against bureaucracy

Eccoci collegati dallo stadio Ufficio Anagrafe dove Andrea e Burocrazia si sfideranno per la conquista del pass per il parcheggio.
Dopo pochi minuti è già 0-1 per la Burocrazia che si portata in vantaggio grazie ad un'informazione sbagliata.
L'ufficio non era aperto dalle 13.00 alle 14.30  ma bensì quello era l'orario di chiusura per la pausa pranzo.
Andrea sfiora il pareggio a 20 minuti dall'apertura, purtroppo però ci sono già 6 persone davanti le porte dell'ufficio.
Non sarà una passeggiata contrariamente a quanto si poteva pensare alla vigilia di questa sfida.
Nervi tesi a pochi minuti dall'apertura. L'assembramento di persone davanti l'ufficio inizia ad essere importante, i giocatori in campo si scambiano qualche parola ma alla fine riescono ad organizzarsi in quella che vorrebbe (ma la volontà non è tutto) essere una fila.
L'arbitro fa arretrare la barriera e ammonisce tutti per far rispettare il turno di arrivo, controlla il conometro e apre le porte dell'ufficio. Tutti i giocatori si lancano in avanti assediando l'area avversaria.
Pareggio e grande festa sugli spalti! Andrea si trova davanti solo 5 persone e prende coraggio, la vittoria è ancora possibile.
Fallaccio! Viene saltato il numero di Andrea il quale protesta vivacemente e manda verbalmente in malo modo tutti gli avversari in prima elementare a ripassare i numeri.
A seguito del fallo viene concesso il calcio di rigore ma l'impiegata nega ad Andrea la goia del pass che andrà aspettato per posta.
Su questo episodio e sul punteggio di parità si conclude il match ma sono tante le recriminazioni da parte di Andrea e scommettiamo che si andrà avanti ancora per molto a parlare di questa partita.


22 febbraio 2012

Pasticcio di Crema

Aveva chiuso un occhio quel giorno, in ospedale, a causa di una brutta congiuntivite. Lo avrebbe riaperto di lì a poco.
Lungo la via Damasco ricevette l'illuminazione. La ricevette direttamente sulla testa, da un lampione che non aveva visto.
La crostata al lampone appena comprata sbattè anch'essa contro il lampione e si ruppe in due. Era costata un occhio della testa, la stessa testa che adesso faceva male.
Tornò quindi in pasticceria dicendo al pasticcere di aver combinato un pasticcio, ma non alla crema.
Chiese se poteva cambiare la crostata.
D'altronde le due metà poteva venderle separatamente come confezioni speciali, più piccole per i single che non vogliono comunque rinunciare alla dolcezza e al chiedersi: "Chi ha mangiato un pezzo della mia crostata?".
Il pasticcere disse che non era in suo potere una cosa del genere, che doveva parlarne con il capo, il grande pasticcere, il sommo pasticcere, il pasticcione.
Purtroppo però il pasticcione era andato fuori Crema, verso Cremona, per un corso di aggiornamento sulle creme.
Gli chiese, allora, se per quella volta non potesse chiudere un occhio.

13 febbraio 2012

Lupi di mare

Partire è un po' morire. I marinai partono spesso e quindi muiono spesso.
Muiono nei ricordi delle persone che conoscono di porto in porto. Muoiono per le malattie e muiono a stare sulla terra ferma.
Ma se vanno per mare, possono morire per mano, o meglio per uncino, dei pirati.
Ogni volta che muiono danno modo di riflettere a chi li ha conosciuti e visti andar via in un porto, e a loro stessi.
Riflettono molto bene le loro immagini sul pelo dell'acqua visto dalla passerella.
Pensano a quanto sia stata densa di avventure la loro vita e quanto questa abbia sorriso a loro.
Oppure, se la vita non ha sorriso loro, cosa assai probabile vista la situazione in cui si trovano, pensano a come tutta questa pena stia per finire.
 

6 febbraio 2012

Scopa che ti passa

Meglio un fallo di mano che un fallo in mano. Anche perchè farlo di mano è sempre molto triste.
Daltronde la vita è come una partita a scopa, o a briscola, o hai un buon compagno oppure ti serve un'ottima mano.
A volte la vita ci riserva brutte sorprese, come una scopa  di seconda mano.
Anche se a volte le scopate di seconda mano sono sempre meglio di un calcio in culo o di due due brutti. Soprattutto se il due è di picche, il più brutto.
Comunque basta avere i denari e in qualche modo uno la partita la porta a casa. Magari uno si porta a casa qualche signorina. Ma le scopate con i denari non danno la stessa sodisfazione delle altre, nella vita.

23 gennaio 2012

T come terrore, ma anche come tristezza

I T-rex non erano cattivi, erano semplicementi frustrati.
Castigati e derisi dalla natura. Tanta potenza, forza, terrore e poi, minuscole braccia.
Al loro posto come vi sareste sentiti?
Non potersi abbracciare l'un l'altro e non poter abbracciare nemmeno i propri cuccioli.
Gli stessi cuccioli che a scuola venivano presi in giro perchè non riuscivano ad allacciarsi le stringhe delle scarpe.
Questo deplorevole fenomeno colpiva anche i loro grandi scienziati. Venivano derisi a tutte le conferenze non appena era il loro turno di illustrare alla lavanga le proprie teorie. Quel muso così minaccioso ma così grande da essere di impiccio alla lavagna, con quelle braccia.
Anche i genovesi li sbeffeggiavano.
"E poi saremmo noi i braccini corti?" Seguivano sempre sonore risate.
Per non parlare dei drammi adolescenziali dei giovani T-rex che arrivati ormai alla pubertà non potevano nemmeno masturbarsi.
Alle feste venivano sempre derisi, erano soliti rovesciarsi addosso il drink e perdere tutte le partite alla Wii.
Perdevano pure ai giochi più banali come carta-forbice-sasso.
"Mi spiace, sasso batte forbice.Ancora."
L'arrivo del periodo Western segnò la decimazioni della loro specie. A decine, centinaia, ne morirono durante i duelli a fuoco, senza essere mai riusciti a estrarre la pistola dalla fondina per poter sparare almeno un colpo.
Per forza poi uno diventa cattivo.

19 gennaio 2012

Botte e risposta

Dentro di noi ci sono un sacco di anime che fanno a botte per uscire allo scoperto, per uscire dalla botte.
Non fanno sempre a botte ma ogni tanto, a volte. Una volta a botte. Una volta ho fatto a botte anche io con loro, ma più che una lotta tra anime, sembrava una lotta animale.
Una di quelle lotte interiori da farti venire un infarto.
Un infarto inferto dal fato, perchè le nostre anime non ce le scegliamo noi.
Non possiamo scegliere con chi fare a botte, altrimenti sapremmo chi prendere a botte e a chi dare una botta, anche piccola.
Una bottarella e via, andare. Andare a cercarsele e andarsele e a prendere, le botte.
Lungo il tragitto riuscire anche a darla qualche botta.
Anche se le più saranno poca roba, bottarelle, trovarne qualcuna con cui fare faville, scintille, fuochi d'artificio, come botti a capodanno.


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...