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27 novembre 2013

So you are a rocket scientist?

Sette, ma non si tratta né di sposi né di fratelli. Sono sette macchine, sette macchie sulla neve.
Per un po' di neve che scende c'è un razzo che vuole salire. Un razzo che deve salire nel cielo. Rocksanne brama il cielo.
Il vento traverso farebbe andare di traverso il razzo e ciò ci fa andare di traverso il pranzo. Per ora non si può lanciare. Il tempo alterna schiarite a un po' di  nuvolosità, ma nelle nostre teste è tutto chiaro, si deve lanciare.
Madre Natura, per tutta risposta, lancia su di noi ancora più neve. La tormenta ci tormenta.
È un puttanaio, ma non di quelli che piacciono a noi con tutte le donnine nude. È un puttanaio perché siamo tormentati dalla tormenta che ci ha infilato la neve fin dentro le babucce. Nemmeno l'alcool aiuta, quella puttana di Madre Natura è astemia. Non riusciamo a mandarla al tappeto nemmeno a suon di grappe.
I nostri sogni tormentati durano poco, giusto il tempo di ricaricarci le batterie, sia noi che il vano elettronica.
Giusto il tempo di piegare il paracadute e diamo la sveglia al sole e alla montagna. Riusciamo a cogliere Madre Natura impreparata. A nulla servono le sue minacce sotto forma di cani che sbranano pecore.
Madre Natura si è dimenticata di rigirare la palla di neve e di accendere il ventilatore, c'è calma piatta. Le condizioni sono ottime anche se Madre Natura, presa dal freddo, per stare al caldo non si è dimenticata la sua coperta di nuvole.
È tutto pronto, sembra esserci tutto, ma manca una cosa. Manca un colpo di scena. Ed ecco che dalla coltre bianca emerge anche una gattina. È uscita dalla neve, è un gatto delle nevi. È infreddolita e bagnata, il suo miagolio è straziante. Anche lei è vittima delle angherie di Madre Natura. È una micia e quindi ha già un nome, Rocksanne. Non poteva essere diversamente.
Non poteva essere diversamente nemmeno la partenza del razzo. La Rocksanne di alluminio ha il senso della scena, come il suo corrispettivo felino. Non è banale sa come e quando entrare in scena. 
"CINQUE - 4 - 3 - 2 - 1!"
Non accade nulla. Suspense. Rocksanne è una rockstar e si fa attendere. Non appena iniziano a serpeggiare un po' di dubbi ecco la star. Ruggisce e va su nel cielo, su come un razzo, ovviamente. Perchè è quello che abbiamo creato, un razzo. Un fottutissimo razzo.
Vola, in alto, buca la coperta di nuvole e punzecchia Madre Natura ancora assopita. La sveglia e le comunica che lei ha fallito, mentre noi abbiamo vinto.


21 giugno 2013

One way ticket to caos

"Per quanto vi affanniate non riuscirete mai ad avere un armadio in ordine."
Non si sfugge al secondo principio della termodinamica, è ovunque.
Tutto si muove in unica direzione, l'entropia può solo aumentare. È inutile affannarsi.
Le cose sono impossibili da sistemare, tutto prima o poi tornerà verso il caos. Il processo è spontaneo.
Davanti a una situazione di calma, davanti ad un armadio ordinato, l'unica domanda da porsi è: "Per quanto ancora rimarrà così?"
Passiamo la vita a fare ordine, quando l'ordine naturale delle cose è il disordine.
La morte, la decomposizione, è il nostro modo di ripagare il debito entropico che il nostro corpo ha accumulato cercando di far funzionare i nostri processi biologici.
È la termodinamica a impedire la creazione degli zombie.


21 febbraio 2013

Presa in giro

Ogni volta che arrivo in aula studio e mi serve una presa della corrente la scena che mi immagino è più o meno questa.

"Molto di ciò che era si è scaricato, perché ora non vive nessuno che ha la batteria carica.
Tutto ebbe inizio con la messa a terra delle grandi prese.
Tre furono date ai professori, gli esseri immortali più saggi e sleali di tutti.
Sette ai Mac Users, grandi grafici e realizzatori di rendering.
E nove... Nove prese furono date alla razza degli Ingegneri che più di qualunque cosa desiderano usare Ubuntu... Perché in queste prese erano sigillati la forza e la volontà per una grande potenza di calcolo.
Ma tutti loro furono ingannati perché venne creata un'altra presa.
Nella terra di Minchior, tra le fiamme del Monte Nerd, Secchioron l'Oscuro Signore forgiò in segreto una presa multipla per fregare tutti gli altri e in questa presa attaccò il suo computer, il suo cellulare e la sua volontà di alimentare ogni suo dispositivo: una presa per alimentarli tutti."

25 ottobre 2012

Chi non si estingue si rivede

Pensavate mi fossi estinto?
Eh no belli! Una volta mi è bastata e avanzata.
Sono stato momentaneamente occupato... Tra le tante cose che sono successe, la più rilevante è che il vostro Dodo ormai è diventato dottore. Ormai i dodo incapaci di volare sono solo un ricordo.
Inoltre il Dodo è un po' come Barney Gumble dei Simpson. Il lui sobrio e poetico (memorabile il suo cortometraggio) è il me che scrive sul blog e lo tiene aggiornato. Ma a lui basta annusare dell'acool e torna il solito ubriacone, a me basta iniziare a giocare a giochi come Battlefield... Prima di servire aggiungente un pizzico di amici nerd che ti tira in mezzo a volontà e la frittata è fatta. Cotto e mangiato.
Addio vita sociale.
Siccome non ero abbastanza nerd mi sono lanciato nell'opera di lanciare un razzo con un gruppo di Super-Poli-Nerd... La cosa è di una serietà assoluta ed ha un programma di assoluto rispetto. A ben pensarci sia noi che un energy drink abbiamo un programma spaziale migliore di quello Italiano.
Questo è quanto, un avviso, un'intimidazione... Il Dodo è tornato!
Stay tuned.


8 maggio 2012

Preghiera dell'ingegnere

«Questa è la mia calcolatrice. Ce ne sono tante come lei, ma questo è la mia. La mia calcolatrice è la mia migliore amica, è la mia vita. Io debbo dominarla come domino le mie equazioni. Senza di me la mia calcolatrice non è niente; senza la mia calcolatrice io sono niente. Debbo saper usare le matrici, debbo fare calcoli meglio del mio professore che cerca di bocciare me, debbo rispondere io prima che lui risponda a me e lo farò. Al cospetto di Gauss giuro su questo credo. La mia calcolatrice e me stesso siamo i difensori dei numeri complessi, siamo i dominatori delle iperstatiche, siamo i salvatori del nostro esame e così sia, finché non ci sarà più un esame ma solo pace, Amen.»



21 febbraio 2012

Il femminile di ingegnere

Gli scienziati per anni hanno sostenuto che non ci fossero ragazze ad ingegneria e le loro argomentazioni seguivano questa strada.
Partendo dall'osservazione sperimentale che "Il femmile di ingegnere non esiste" deducevano che "Non esistono le ingegnere femmine"
Da qui sfruttando il postulato: "Per essere ingegnere bisogna fre ingegneria" arrivano infine a dimostrare che "Non ci sono ragazze ad ingegneria"
Con il tempo e con lo svilupparsi di tecniche di indagine sempre più sofisticate si è arrivati però a smentire questa teoria e si è potuto annunciare al mondo che:
 "Le ragazze ad ingegneria esistono"
Ciò che ha reso difficile l'individuazione del  doppio cromosoma X è rappresentato dai metodi di sopravvivenza messi in atto dalla maggioranza. L'evoluzione della specie ha infatti portato le fanciulle a mettere in atto accorgimenti che le hanno rese sempre più conformi e mimetizzate all'interno dell'ambiente della facoltà.
Questa operazione di omogeneizzazione non ha portato le ragazze ad assumere la consistenza di una pappetta ma le ha portate ad abbandonare quei caratteri distintivi tipici del sesso femminile.
Hanno iniziato con l'abbandonare l'uso di tinte vivaci nel vestirsi virando verso le tonalità del grigio del nero e del verde petrolio e del marrone.
Non solo nel colore ma anche nel modo di vestire hanno cambiato abitudini. Sono ormai leggende le storie che parlano di gonne e scarpe con tacchi (anche modesti) o ballerine. Capelli non troppo lunghi e possibilmente raccolti in una coda.
Hanno anche abbandonato l'uso di orecchini, collane e varia paccottiglia. Alcune hanno rinunciato perfino al trucco e parrucco, cosa impensabile per altre ragazze.
Hanno imparato anche ad integrarsi nella cerchia sociale delle facoltà di ingegneria iniziando a padroneggiare argomenti come macchine, moto e videogiochi.
Questi semplici ma efficaci accorgimenti, oltre a essere la causa dela tardiva scoperta di questa specie, permettono alle ragazze di sopravvivere e di evitare i possibili attacchi da parte del resto della fauna ingegneristica.

16 febbraio 2012

Adotta un ingegnere

L'ingegnere è una creatura timida di natura quando ne vedete uno avvicinatevi con cautela e non cercate subito il contatto fisico, potreste impaurirlo e farlo scappare.
Una volta conquistata la sua fiducia ci sono alcune cose alle quali dovrete fare attenzione prima di potervi portare a casa un ingegnere.
Se parla di Lagrange non ha sbagliato lo spelling di una canzone degli ZZ Top ma semplicemente parla di un signore che è la fonte principali di tutti i suoi mali.
Se state parlando del vostro lavoro o di qualsiasi cosa che desti l'interesse o la curiosità dell'ingegnere, vi sentirete rivolgere l'immancabile domanda "Come funziona?".
Appena sentite questa domanda vi conviene pensare subito ad una storia , ad una spiegazione e che sia credibile. Se così non fosse vi infilereste in un tunnel dal quale potreste non uscirne più.
Quando parlate con un ingegnere cercate di evitare di cadere nei soliti cliché e luoghi comuni del tipo:
"Fai ingegneria meccanica?Quindi se mi si rompe la macchina posso chiamarti..."
"Addirittura aerospaziale?Ma vuoi fare l'astronauta?"
e cose simili, non li fa ridere.
Questo non vuol dire che gli ingegneri siano privi di senso dell'umorismo, anzi sono dei gran simpaticoni.
Certo l'umorismo non è propriamente british né immediato e l'incomprensibilità di tale umorismo aumenta se nel gruppo sono presenti due o più ingegneri. È sempre bene limitare e tenere sotto controllo il numero di ingegneri presenti nei piccoli spazi, come ad esempio intorno ad un tavolo.
Se la concentrazione di ingegneri inizia ad essere rilevante, se non addirittura preoccupante, la scelta migliore che possiate fare è assecondarli.
Così come dovreste assecondarli quando vi parlano dei loro lavori e problemi. Lo sanno da loro che molto probabilmente non capirete ciò di cui stanno parlando ma a loro basta che voi li stiate ad ascoltare.
Ne saranno felici perchè, contrariamente a quanto sostengono in molti, gli ingegneri non sono privi di sentimenti e possono dimostrarlo per via analitica.
Adottate un ingegnere, non ve ne pentirete.

17 gennaio 2012

Gli esami non finiscono mai

Il periodo degli esami mi toglie l'ispirazione.
Bisogna rimanere calmi, inspirare e respirare profondamente.
Non farsi prendere dal panico e non cadere in spirali di disfattismo.
Distrarsi, magari immaginando scenari improbabili in cui i professori espiano tutti i sedici, i dodici o i sette rifilati ai poveri studenti.
Con un po' di fortuna si riuscirà a non tirare le cuoia in queste settimane, a non spirare.
E ne potremo poi uscire sospirando.

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