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1 luglio 2014

Credeghe

Ci sono svariate credenze. Ci sono credenze sull'alcol e credenze piene di alcol.
Alle persone piace affidarsi alle credenze, per sicurezza. Così come lo zio si affida alla bottiglia di Jack Daniel's, nascosta dentro la credenza.
Le credenze nascondono sempre un fondo di verità o di Grappa al Mirtillo. Le credenze uniscono le persone, come lo Spumante alle lauree.
Alcune persone credono e altre se la credono troppo, ma in ogni caso l'importante è esserne convinti.
Le persone credono nei loro sogni nel cassetto. Io credo che i  miei siano in una credenza. Da qualche parte tra una bottiglia di Rhum al Miele e una di Blue Curaçao.



9 dicembre 2013

Aspetta e spera

La vita ha diversi aspetti. Aspetti che non ti aspetti. Quelli che ti aspetti, invece, sono ad aspettarti, ma sempre un po' più in là.
Come se poi sapessimo cosa aspettiamo.
Tutti aspettano qualcosa, o qualcuno, e tutti si aspettano qualcosa dal prossimo. E se poi non arriva tanto si era detto di aspettarsi qualcosa dal prossimo, non da questo. E così lo si aspetta, il prossimo
Ci si potrebbe aspettare sempre il peggio, ma al peggio non si è mai pronti. Al peggio non c'è mai limite.
Per non sbagliarsi, meglio non aspettarsi niente. Meglio non aspettarsi l'un l'altro. Meglio non aspettarsi niente, né dall'uno né dall'altro.
Meglio non aspettarsi, tanto uno rimarrà sempre indietro. Non occorre nemeno aspettare una risposta per la quale non si è pronti. Non si può essere pronti a qualcosa che non ci si aspetta.
"Quando partono le rondini lasciale andare. Non domandare più che ragione c'è."
-Baustelle-
 

9 novembre 2013

Qui manca tutto

Bisogna saper mancare.
Bisogna saper mancare al prossimo.
Bisogna saper mancare il prossimo che se lo si prende è la volta buone che lo si stende. 
L'importante è non mancare il prossimo treno. Mancano pochi giorni e un po' mancano quei giorni. Manca poco alla partenza del treno e il prossimo è in ritardo. Love isn't always on time.
Bisogna amare il prossimo. No, non te, il prossimo. Il prossimo treno.
In casa mancano il sale e la voglia. E lei manco ha voglia di salire in casa. Se proprio non sale si usi del pepe.
Si potrebbe aggiungere del pepe alla situazione, ma non sale nemmeno l'alcol.


5 settembre 2013

In ospedale veritas

Gli ospedali sono dei brutti posti, non sono belli nemmeno con un filtro di Instagram.
Gli ospedali sono luoghi d'attesa. D'attesa della verità.
Lunghe attese su scomodi seggiolini in attesa di verità scomode. Verità tanto attese e delle volte verità inattese. 
La verità è che basterebbero poche volte per rendere gli ospedali un po' meno brutti e squadrati. Ce ne fosse una, non necessariamente bella, ma almeno buona. Ci fosse una buona volta in cui non si attende.
Ci fosse una buona volta per sorreggere e scaricare a terra il peso della verità.
"La verità ti fa male, lo so."
"Si ma la mia gamba di più, cazzo!"
La verità si paga cara, ma anche il ticket non scherza un cazzo.



11 agosto 2013

Haters gonna hate

Fotografare i soliti pranzi è troppo mainstream.
Si inizia così con una foto al pranzo a bordo di un B767-300 che sembra cadere a pezzi negli interni.
Pranzo con una pasta che ha la magica proprietà di non sapere niente anche se condita e con cracker. Cracker salati in superficie, ma i migliori sono quelli salati nel profondo, dell'anima.
Arrivi e ti chiedi anche come mai i dossi della Repubblica Domenicana sono al contrario, sono fossati.
Finisci con l'interessarti anche di antropologia e a chiederti cosa accada alle domenicane tra i 26 e i 37 anni che possa trasformarle da fighe a donne-fanta. Donne come la Fanta che non è buona ma è tanta.
Nel frattempo conosci gente, o meglio... Loro ti conoscono grazie alle tue performance alcoliche durante gli spettacoli. Reggere sei shot di vodka uno dopo l'altro e due cuba libre non è da tutti. Un attimo e diventi il Paul Gascoigne del villaggio, ma non si parla del talento nel beach soccer.
Quel poco di talento che si ha lo si usa tutto nel beach volley. Partite durano fino al calar del sole tanto che decidono di darci in autogestione il campo. E di quelle giocate che nemmeno nella World League.
Nel tempo libero, perché il beach volley è una cosa seria, si arriva poi a dimostrare che spesso la simpatia va con il quadrato del girovita, infatti io sono molto simpatico.
Ci si fa la barba e si cerca di passare inosservato al ristorante in mezzo ai sedicenni e sedicenti tedeschi, ma a fregarti è l'incarnato. O forse la maglietta della Vespa con il tricolore, la cosa non è chiara. Anche perchè la Cosa non si chiamava Chiara prima di entrare nei Fantastici 4, ma nel tempo libero tira le freccette insieme ai suoi amici supereroi, capitani da Capitan Veratur.
La vacanze entra nel vivo e inizi a invertire le dosi del caffellatte.
Si diventa pappa e ciccia, letteralmente, con lo chef che alle tre di notte ti svela in anteprima il menù della giornata.
Così, oltre alla pancia, crescono anche le amicizie e le consapevolezze, ma è già tempo di tornare a casa. Tempo di disfare la valigia e rifarne un'altra per ripartire.
Ricordatevi solo due cose fondamentali: attenti ai cavalli che sono delle persone orribili e "voy a reír, voy a bailar. Vivir mi vida la la la la"




21 giugno 2013

One way ticket to caos

"Per quanto vi affanniate non riuscirete mai ad avere un armadio in ordine."
Non si sfugge al secondo principio della termodinamica, è ovunque.
Tutto si muove in unica direzione, l'entropia può solo aumentare. È inutile affannarsi.
Le cose sono impossibili da sistemare, tutto prima o poi tornerà verso il caos. Il processo è spontaneo.
Davanti a una situazione di calma, davanti ad un armadio ordinato, l'unica domanda da porsi è: "Per quanto ancora rimarrà così?"
Passiamo la vita a fare ordine, quando l'ordine naturale delle cose è il disordine.
La morte, la decomposizione, è il nostro modo di ripagare il debito entropico che il nostro corpo ha accumulato cercando di far funzionare i nostri processi biologici.
È la termodinamica a impedire la creazione degli zombie.


17 giugno 2013

Manca il titolo

Un posto centrato sull'equilibrio. Incentrato. In equilibrio.
Equilibri dinamici. Finché la barca va tu lasciala andare, primo principio.
Equilibri statici di chi non si schioda da un'idea.
Idee partorite dopo ore in equilibrio sul cesso. Equilibri stitici.
Idee in equilibrio, che non si schiodano dai loro scogli. Scogli ideali per le ostriche. Ostriche ideali e ideali dell'ostrica. Ostriche inchiodate con chiodi che non si scacciano nemmeno con altri chiodi.
Chiodi che ti lasciano il loro profumo, nemmeno fossero di garofano..
Equilibri instabili come un pendolo rovescio. E se rovesci una pendola per terra sossoldi.
Equilibri che mancano e ti fanno girare la testa così tanto che poi rovesci, nemmeno fossi un pendolo.
Bisogna saper mancare al prossimo.
Bisogna far venire voglia di sé, come un equilibrio che manca.
Bisogna farsi ricordare, come un obiettivo mancato.
Però guai a mancare l'appuntamento.


11 aprile 2013

Il sesto senso

Un post senza senso che fa senso a chi sa scrivere.
Poteva essere un post sul sesto senso, ma a volte nemmeno la vita ha un senso. Figurarsene sei... Fantasia.
Non vediamo, non sentiamo, non capiamo, ma parliamo. Procediamo dritto per dritto, a senso unico.
Il sesto senso unico che si infila mentre si cerca parcheggio e ci costringe a giri tortuosi.
Giri e pellegrinaggi che ci trasformano, senza che ce ne accorgiamo. Senza senso della misura, o troppo o troppo poco.
Trasformazioni irreversibili che procedono in un senso solo, come la vita.
Vita che procede a senso unico e ti prende in un senso solo ( non c'è doppio senso, come si diceva il senso è unico ).
La vita ti prende da dietro e lo fa pure con senso dell'umorismo.
Un post senza senso, nemmeno quello dell'umorismo. Senza senso come le cose che accadono.
Cose che il senso non ce l'hanno e se ce l'hanno non lo capiamo, se non una volta all'anno.



4 marzo 2013

Gran Nocciolato

Noccioli che rimangono in bocca e non si sa dove sputarli.
Noccioli che crescono nei boschi. Nel boschetto della mia fantasia. 
Un tronco nel boschetto. Il tronchetto della felicità.
Noccioli logorroici che non fanno altro che parlare. Noccioli delle questioni.
Questioni trite e ritrite come nocciole in una crepe. Questioni che ti fanno crescere due nocciole grosse come una casa.
Case in nocciolo e noccioli sputati a caso per strada. Strade coperte da noccioli all'ombra dei noccioli.
Dove si sputa il nocciolo della centrale nucleare?


2 marzo 2013

Terra in vista

La terra all'orizzonte, la si cerca come una salvezza.
Si va a terra con una scialuppa di salvataggio, verso la salvezza.
La terra dopo mesi di navigazione, un evento. Un evento all'orizzonte.
E venti eventi dietro l'orizzonte. Dietro l'orizzonte degli eventi.
Eventi che ci prendono per un braccio. L'omero che esce dalla cuffia.
Venti improvvisi dietro all'orizzonte ci prendono all'improvviso e ci fanno scuffiare.
Eventi che nemmeno Omero si immaginava.
Si incontrano su due piedi, come se fosse normale. Eventi normali.
Eventi che si incontrano e interferiscono come venti. Eventi che si scontrano.
Eventi perpendicolari.
All'orizzonte degli eventi abbiamo sempre preferito gli eventi orizzontali.


12 dicembre 2012

Nulla è scontato

Era un ragazzo scontato. Un ragazzo d'oro. Era un'occasione d'oro.
Usato garantito nel senso che garantiva di essere stato usato.
Era un ragazzo scontato, ma senza cambio merce. Soddisfatti o fregati.
Si sentiva scontato. Al 40% perché non ne era convinto.
In quel momento però avevano bisogno del suo aiuto, ma il suo aiuto non era come lui.
Il suo aiuto non sarebbe stato scontato. Il suo aiuto sarebbe stato carissimo.


5 novembre 2012

Rossopomodoro

Giorni noiosi in cui non si che fare. La noia che pervade tutto. Che pizza.
Meglio provare a fare qualcosa. Meglio farsi qualcuno ma non farsi da soli.
Farsi magari una pizza. Dopo quelle ricevute prepararne una, bella farcita.
Farcirla abbondantemente di motivazioni e sofistici discorsi.
Consegnarla, tirarla, bella calda. Di quelle pizze che bruciano per tanto tempo.
Una pizza che si ricorda, andata di traverso, indigesta.
Pizze appena sfornate dal forno.
Forni che sfornano sempre la stessa pizza, che noia. Che pizza!


25 ottobre 2012

Chi non si estingue si rivede

Pensavate mi fossi estinto?
Eh no belli! Una volta mi è bastata e avanzata.
Sono stato momentaneamente occupato... Tra le tante cose che sono successe, la più rilevante è che il vostro Dodo ormai è diventato dottore. Ormai i dodo incapaci di volare sono solo un ricordo.
Inoltre il Dodo è un po' come Barney Gumble dei Simpson. Il lui sobrio e poetico (memorabile il suo cortometraggio) è il me che scrive sul blog e lo tiene aggiornato. Ma a lui basta annusare dell'acool e torna il solito ubriacone, a me basta iniziare a giocare a giochi come Battlefield... Prima di servire aggiungente un pizzico di amici nerd che ti tira in mezzo a volontà e la frittata è fatta. Cotto e mangiato.
Addio vita sociale.
Siccome non ero abbastanza nerd mi sono lanciato nell'opera di lanciare un razzo con un gruppo di Super-Poli-Nerd... La cosa è di una serietà assoluta ed ha un programma di assoluto rispetto. A ben pensarci sia noi che un energy drink abbiamo un programma spaziale migliore di quello Italiano.
Questo è quanto, un avviso, un'intimidazione... Il Dodo è tornato!
Stay tuned.


3 giugno 2012

Nobody expects earthquakes

Un altro terremoto, inaspettato. Inaspettato come l'inquisizione spagnola.
Un altro terremoto, è il modo che ha la Terra di dirci che è viva. Un po' come un San Bernardo che ti salta addosso quando torni a casa. Non sempre fa piacere. Sappiamo che ci sei, che vivi, non c'è bisogno di farcelo sapere sempre.
Un altro terremoto e io non l'ho sentito, un'altra volta. È un chiaro segnale da parte della "Selezione Naturale".
In natura sopravvive solo il più forte o chi scappa dal più forte e io non posso essere più forte di un terremoto, ma nemmeno mi accorgo della presenza del più forte.
Ebbene io accetto la sfida cara "Selezione Naturale", mi creo un sismografo casalingo. Prendo una penna, sufficientemente pesante e l'appendo per mezzo di un elastico alla mensola. Siccome faccio le cose per bene segno anche a matita delle tacche come riferimento.
Rimarrebbe comunque il piano B, passare la vita svincolato da terra, in volo. Cazzo sto studiando a fare, perché non ci ho pensato prima?
La mia arma sarà il rifornimento in volo. Il rifornimento in volo e delle ridondanze per diminuire la manutenzione a terra. Le mie due armi saranno il rifornimento in volo, delle ridondanze per diminuire la manutenzione a terra e un aeroporto costruito nel nulla. Le mie tre armi saranno il rifornimento in volo, delle ridondanze per diminuire la manutenzione a terra, un aeroporto costruito nel nulla e una completa devozione agli smorzatori. Le mie quattro armi saranno.... Rifacciamo.


5 maggio 2012

Cenere alla cenere

Cenere siamo e cenere torneremo, prima o poi.
Qualcuno prima del tempo, prima del tempo delle mele, nel tempo dei miti e delle leggende, lasciando un'impronta indelebile nei secoli, ricoperti di cenere dura come sassi.
Cenere di vulcano che esplode e poi ricade.
Era un mercoledì, il mercoledì delle ceneri. Delle ceneri che non si posarono nel posa cenere.
Come invece fa Cenerentola che scenera la sigaretta nel posa cenere. Dopo che la passione che bruciava dentro al Principe l'ha incenerita.
Tabagisti di larghe vedute che vedono il mondo intero come posacenere. Barbari che semino mozziconi in giro sperando nascano alberi di Marlboro e Philip Morris.
Barbari che diedero alla cenere quel che era di Cesare.
Cenere, ciò che resta di Roma dopo Nerone. Un grande cielo nero, color nero fumo di Roma. Altro che il fumo di Londra, semplicemente grigio.
Grigio come il fumo che esce dalle bocche di certi ragazzetti. Ragazzeti che sono tutto fumo e niente arrosto. Tanto fumo e niente arrosto, solo cenere. Cenere di pollo, arrosto.
Siamo tutti un po' polli e tutti, dopo il nostro fumo, torneremo cenere.


24 aprile 2012

Darwin contro Murphy

Darwin non aveva fatto i conti con Murphy.
Il problema di origine murphyana ha impiegato un po' a rivelarsi e manifestarsi, ma è arrivato.
Questo errore ha portato all'esistenza e, cosa ancor più grave, alla proliferazione di persone inadatte alla vita. O meglio, persone incapaci a vivere.
Probabilmente la causa di questa proliferazione, infestazione è da attribuirsi al perbenismo e alla pena che suscitano questi individui inadatti a vivere.
Causa che impediscono la dipartita e il soccombere, teorizzato da Darwin, al quale dovrebbero andare in contro.
Ma vediamo ora come individuarli.
Come suggerisce il nome scientifico Homo Inhabilis questi individui si evidenziano per il non centrare assolutamente nulla con l'ambiente circostante.
Particolare menzione merita l'abbigliamento. Prendete un clima a vostra scelta, individuate l'abbigliamento che sia il più inadatto possibile e avrete trovato l'abbigliamento che potrebbe avere  Homo Inhabilis .
Il condizionale è dovuto al fatto che questi individui sono particolarmente fantasiosi e pieni di inventiva e spesso potranno avere combinazioni di abiti che voi mai e poi avreste potuto immaginare.
Come ci mostra questo fatto e aiutati dall'esperienza si può notare come questa specie non brilli certo per eccellenza. Ammesso che brilli per qualcosa, di positivo si intende.
Non è raro, infatti, osservare esemplari di Homo Inhabilis aggirarsi spaesati per le grandi città chiedendosi cosa ci facciano in quel posto. Domanda che spesso si pongono anche gli scienziati che li studiano. Questo perchè sono incapaci di leggere e trarre informazioni a loro utili da qualsiasi cartello o indicazione. Non sono solo sensibili al cambiamento di habitat ma sono anche sensibili a lievi cambiamenti (ad esempio una deviazione causa lavori in corso) nel loro stesso habitat.
Questo è anche da ricondursi alla loro scarsa percezione dello spazio ed in particolare allo spazio che occupa il loro corpo. Infatti, sono spesso portati a sottovalutare la loro fisicità e le loro dimensioni, cosa che porta gli esemplari di Homo Inhabilis a indossare capi decisamente inadatti sia dal punto di vista dello scopo, come visto precedentemente, ma anche come dimensioni e taglie. Un'altro effetto di questa assenza di percezione spaziale da parte dell'Homo Inhabilis è l'intralcio al traffico che può causare quando è alla guida, quando camminano per strada con andature incerte o quando sosta davanti alle porte dei mezzi pubblici ostruendole.
In questo modo generano delle anomalie (ad esempio code se si tratta di traffico) che possono essere usate dagli scienziati per individuare tra la folla gli esemplari di Homo Inhabilis.


20 aprile 2012

Ho qualcosa nella scarpa...

È inutile che vi lamentate dei giovani d'oggi perché sono maleducati, non hanno rispetto e sono ignoranti. Perchè la colpa è solo vostra, che non siete stati capaci di educarli a dovere. Troppo comodo e inutile dare la colpa alla televisione a internet e ai videogiochi. Perchè, sapete, sono tutte cose gestite dai voi "adulti" così come sono adulti quelli che vendono le sigarette e gli alcoolici ai 13enni.
Basta lamentarsi delle tasse. Siamo nella merda, tutti, e se non si pagano queste tasse sarà solo peggio. Avete presente la Grecia e l'Argentina? Ecco. Falliremo, perchè uno stato ormai è un'azienda e se fallisce tutti a casa. Solo che la nostra casa sarà lo stato fallito e quindi buonanotte ai suonatori. Anzi nemmeno, perchè non staranno come a suonare intanto che la barca affonda come sul Titanic, ma prenderanno la prima scialuppa, sotto forma di jet privato, e se ne andranno. 
I soldi da qualche parte vanno trovati.
Si prendono i soldi dalle persone comuni, non hanno molto ma sono in tanti.
Non vi sta bene? Allora muovete il culo prendete i forconi, i fucili e marciate su Roma e mandateli a casa a calci in culo. Altrimenti quelli non se ne vanno, non gli fanno paura i vostri link di Facebook o tweet di Twitter in cui vi lamentate della crisi dai vostri smartphone e tablet.
Non state li belli seduti a lamentarvi guardando Ballarò, Presa diretta e programmi simili.
Non fate della sterile anti-politica, che poi, come si faccia a fare anti-politica avendo un partito io devo ancora capirlo.
Già che ci siamo, fatemi capire un'altra cosa.
Se passo il tempo a guardare le partite di calcio sono un caprone ignorante mentre se come tutti osanno gente come Beppe Grillo sono un figo, giusto?

...erano sassolini. Ora che li ho tolti va molto meglio.


17 aprile 2012

Fidarsi è bene

Non fidarsi è meglio.
Ci sono persone, come i mimi, di cui non ci si può fidare.Persone che non sono di parola.
Ci si può fidare di Fido, il migliore amico dell'uomo. Ma anche del proprio migliore amico in generale.
Del proprio migliore amico non ci si può solo fidare, a lui ci si può affidare.
Di Fido c'è da fidarsi ma non di tutti i fidi. Dei fidi delle banche non c'è da fidarsi.
Se non ci si fida spesso ci si sfida.
Sfidarsi è peggio.


11 aprile 2012

De rerum tamarride

Oggi parleremo di una specie che sta prendendo sempre più piede nel nostro stivale.
No, non abbiamo un serpente nello stivale ma dei tamarri.
I tamarri si riconoscono da alcuni segni distintivi, come ad esempio gli occhiali da sole. Indossati in qualsiasi stagione, con qualsiasi condizione meteo e ad ogni ora del giorno e della notte.
Sono anche soliti vestirsi con colori sgargianti e appariscenti, questo per segnalare alle altre creature il loro essere tamarri.
Si possono osservare nei loro habitat tipici, come centri commerciali di giorno e parcheggi la notte, riunirsi in gruppi più o meno numerosi.
Quando si riuniscono si lanciano in comportamenti rituali.
Primo fra tutti le lotte rituali, quando si ritrovano sono solito simulare dei combattimenti, delle risse pilotate che hanno come fine ultimo lo stabilire le gerarchie all'interno del branco.
Per conquistare le femmine, solitamente truccate quasi con l'intonaco, o una partner per l'accoppiamento sono soliti esibirsi a bordo delle loro macchine, anch'esse truccate. L'esibizione consiste nel percorrere un giro dell'isolato facendo più rumore e più puzza di gomma bruciata possibile.
Qualcosa di simile accade anche ai tamarri di mare o di laguna. In questi casi, però, al posto delle macchine vengono utilizzati dei natanti con i quali prendere a grande velocità le onde generate dalle imbarcazioni più grandi.

9 aprile 2012

Volatili

Da quando due fratelli, costruttori di biclette si sollevarono per la prima volta da terra rivoluzionario non solo il mondo dei trasporti, dando vita all'aviazione, ma anche quello dell'ornitologia.
Infatti una nuova specie si fece spazio tra le nuvole e gli ornitologi poterono esaminare nuovi generi di animali ed esemplari mai visti.
Tutti appartengono alla specie Homo Più O Meno Sapiens.
Per osservare questi individui bisogna recarsi in particolari posti chiamati aeroporti, strutture dove si riuniscono prima di ogni volo grazie ad un particolare mezzo, l'aereoplano.
Già al momento di imbarcarsi si possono notare le prime differenze.
Ci sono persone che sono allergiche alle code, e non si tratta di gamberi o di rospi, e si intrufolano da ogni parte verso l'indifesa operatrice della compagnia aerea. Protetta da questa folla solo da un esile nastro di tessuto.
Altre persone invece hanno uno strano concetto di "un solo bagaglio a mano" e sono riconscibili perchè si riuniscono in grandi gruppi davanti al gate nel tentativo di realizzare matrioske distribuendosi i bagagli che magicamente sono diventati di troppo.
Una volta a bordo e decollati si possono individuare altre categorie.
Come prima cosa, al momento del decollo, si possono individuare i fedeli, coloro che invocano poteri divini, quasi magici, per permettere all'aereo di decollare.
Altri esemplari sono i sedicenti esperti di aeroplani. Persone più o meno documentate che devono le loro conoscenze a siti internet più o meno validi. Di solito sono in grado di snocciolare una quantità notevole di dati tecnici sugli aerei, sui modelli di aerei ma soprattutto sugli incideti aerei e su tutto quello che può accadere ad un volo. Purtroppo non sanno spiegare come funziona un motore aeronautico e neppure come fa l'aereo a stare in aria.
Questi sedicenti esperti sono particolarmente pericolosi e possono dare inizio a una reazione a catena se accompagnati dagli esemplari "Oddio, cosa sta succedendo?".
Questi ultimi sono personaggi che associano a qualsiasi rumore, vibrazione o espressione del personale di bordo le più tragiche cause, spesso associate alla caduta dell'aereo.
Esemplari che invece possono rivelarsi particolarmente fastidiosi sono i tifosi in trasferta con i loro cori. Particolarmente fastidiosi, soprattutto se il volo è partito alle 6 del mattino.
Infine, una volta atterrati, si possono ammirare coloro che sono stati separati dal proprio bagaglio a mano, a causa dell'assenza di spazio nella loro cappelliera, risalire eroicamente controcorrente il flusso di passeggeri che sta uscendo dall'aerombile.
Queste persone vivono nella convinzione che i loro bagagli siano dotati di vita propria e che sentondosi abbandonati possano andarsene e scappare dalle cappelliere.


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